mercoledì 21 gennaio 2015

Pensare fuori dagli schemi: la logica non ordinaria

Che cos'è la logica?

La logica altro non è che l'ossatura del pensiero, senza di essa saremmo incapaci di qualunque deduzione, di qualunque intenzione e di qualunque espressione di senso compiuto.
Essa viene utilizzata quotidianamente fin da quando abbiamo iniziato a fare da neonati le prime associazioni, e non possiamo farne a meno.
La logica, nel senso più tradizionale del termine ci

spinge a:

  1. Discriminare attraverso la negazione (l'essere è, il non essere non è). Es: il bianco è bianco perchè non è nero; la terra è rotonda perchè non è triangolare ecc...
  2. Riconoscere per associazioni (categorie e stereotipi). Es: si chiamano piante tutte quelle cose che: nascono dalla terra, che emanano profumo, e che si nutrono con le radici assorbendo acqua dalla terra. 
  3. Fare sillogismi. Es: tutti gli uomini sono mortali, tutti i greci sono uomini, dunque tutti i greci sono mortali.
  4. Applicare il principio di non contraddizione. Non si può affermare e negare un predicato del soggetto nello stesso tempo e nello stesso senso.
  5. Principio di coerenza. I nostri comportamenti futuri sono influenzati da quello che abbiamo fatto in precedenza.
  6. Principio di congruenza. Similarità o uguaglianza tra cose e/o persone.
  7. Utilizzare formule negative. Es: non fare...non dire...ecc...
Ci vuole un nuovo modo di pensare per risolvere i problemi prodotti dal vecchio modo di pensare
- A. Einstein 
Il Problem Solving Strategico
E' grazie a queste modalità di pensiero che risolviamo i problemi e diamo un senso alla realtà, ma come è stato dimostrato da Paul Watzlawick e Giorgio Nardone, inventori del problem solving strategico, non sempre ci comportiamo in modo "logico", soprattutto in fatto di relazioni, sia con noi stessi e sia con il resto della società, tanto è vero che l'essere umano in tali ambiti cade spessissimo in contraddizione nei suoi comportamenti, ragion per cui, esistono problemi che non trovano soluzione con la logica ordinaria, e si rende necessario pensare fuori dagli schemi.
Il problem solving strategico si basa appunto su tre tipi di logica non ordinaria, che tende a spiazzare l'interlocutore, e sono: la logica del paradosso, la logica della contraddizione, e la logica della credenza. Utilizzando queste tre logiche in alternanza, attraverso il "dialogo strategico", il modello creato dalla scuola di Palo Alto, ha raggiunto dei risultati eccezionali in tutte le aree di intervento psicologico, risolvendo migliaia di casi.
Mentre con la logica ordinaria cerchiamo le soluzioni nel nostro passato, chiedendoci infinite volte "perchè "ci è accaduta una certa disgrazia, per il problem solving strategico, "il passato è passato", e non può essere in alcun modo modificato, per cui è molto più utile agire nel presente per poter costruire il futuro.
Partendo da questo assunto, cambia completamente il modo di analizzare il problema, infatti il modello strategico invece di cercare la causa, inizia indagando prima il funzionamento del problema, capendone i meccanismi, sviscerandolo fin nei minimi dettagli, per poi arrivare attraverso la sua soluzione anche alla sua spiegazione, ottenendo una comprensione dello stesso molto più profonda e completa. Una vera rivoluzione nell'ambito della psicoterapia, del coaching, e del counselling. 

Il Jeet kune do Strategico
Il grande Bruce Lee quando mise a punto l'arte marziale nota al mondo intero come Jeet Kune do, i principi a cui si ispirò furono: essenzialità, flessibilità ed efficacia. 
Essenzialità nella forma, flessibilità nell'utilizzo delle tecniche in base alle caratteristiche e potenzialità fisiche dell'allievo, efficacia nell'annientamento dell'avversario con il minimo sforzo. 
Tenendo conto del fatto che Bruce Lee era non solo un eccellente artista marziale, ma anche e non di meno un filosofo, è davvero interessante notare come gli stessi principi li ritroviamo nel modello strategico creato da Nardone e Watzlawick.
Ebbene il suddetto modello è essenziale nella sua forma, le tecniche utilizzate vengono adattate al problema specifico presentato dal paziente, ragion per cui parliamo di un modello flessibile, libero da ogni rigidità di pensiero imposta dalle classiche e ormai superate "Teorie Forti"(teorie di intervento preconfezionate che si adattano forzatamente al disturbo), ed infine si punta sempre al massimo dei risultati, per una completa guarigione del paziente nel più breve tempo possibile.










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